Condizioni per la liceità della coltivazione

Condizioni per la liceità della coltivazione

Secondo la nuova Legge Italiana entrata in vigore il 14 gennaio 2017

– Le varietà di canapa (Cannabis sativa L.) coltivabili devono essere iscritte al Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole (articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio del 13 giugno 2002).

– Il coltivatore ha l’obbligo di conservare i cartellini e le fatture della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi (articolo 3 del DDL S. 2144 del 22 novembre 2016). Si consiglia di effettuare l’autodenuncia presso le Forze dell’Ordine più vicine per evitare spiacevoli equivoci.

– Le varietà di canapa coltivabili devono contenere un valore massimo dello 0,2% di THC. Nel caso in cui i valori superassero lo 0,2%, nei limiti dello 0,6%, si escludono responsabilità dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni.

– Qualora l’esito di un controllo, effettuato in una coltivazione impiantata nel rispetto di queste disposizioni, riscontrasse che il limite dello 0,6% fosse superato, nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni però le autorità giudiziarie posso intervenire con il sequestro o la distruzione delle coltivazioni.

– Il Corpo Forestale dello Stato è autorizzato a effettuare i necessari controlli, compresi i prelevamenti e le analisi di laboratorio sulle coltivazioni di canapa per determinare la quantità di THC ai sensi della vigente normativa dell’Unione europea e nazionale (decreto-legge del 24 giugno 2014 n 91, convertito con modificazioni dalla legge del 11 agosto 2014 n. 116)

– Qualora vengano effettuati dei controlli da parte del Corpo Forestale dello Stato, il campionamento con prelievo della coltura deve essere effettuato in presenza del coltivatore, a cui deve essere rilasciato un campione in contraddittorio per eventuali controverifiche.

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